Il 10 agosto a Porto Corsini
Data:
9 Agosto 2019

L’abitato di Porto Corsini si sviluppa attorno al porto che collega la città al mare tramite il Canale Naviglio Corsini, che venne aperto nel 1746 e deve il suo nome al Cardinale Lorenzo Corsini (poi Papa Clemente XIII).
La progressiva diffusione della pratica dei bagni di mare in questa località porterà alla fondazione della Società Balnearia, presieduta da Ferdinando Rasponi. Il primo stabilimento balneare venne realizzato, ad opera della medesima società, nel 1872. A seguito della prima stagione estiva, la Società si rivolse all’amministrazione provinciale chiedendo “un sussidio di 5000 lire per ampliare la neofita Istituzione”.
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Si legge nella lettera che “la neonata società, la quale nella scorsa estate ha fatto buona prova di sé, corredando la città d’un principio di stabilimento balneare”, e che occorre considerare che “la città di Ravenna, precipua della Romagna, benché seduta presso al mare non avea modo di fornire un comodo e decente bagno ai cittadini e a’ foresteri”.
Si aggiunge che “i ravegnani – con loro molta economia – non hanno più a correre altrove, e lontano, per cercarsi un bagno”. In più “la molta affluenza (6500 bagnanti) avuta la scorsa estate allo stabilimento, prova con evidenza quanto fosse sentito questo bisogno, e quanto volentieri sia veduta sorgere questa istituzione benefica”.
“Quanto poi alla moralità pubblica” prosegue la lettera “voi, onorevoli signori, avete […] potuto por mente come si sia ovviato agli sconci – rimpianti nel tempo del troppo libero mare – per fatto di verecondi briachi – i quali sconci nella lunga stagione andata dal giugno al settembre non hanno pure accennato da cadere quest’anno”. Infine “gli istituti di educazione, dipendenti dalla Congregazione di Carità, come l’Orfanotrofio maschile e femminile, hanno avuto gratuito l’uso dei casotti, e il Collegio Convitto, e i due educandati delle Tavelle e delle Suore, hanno potuto con tutta la decenza e sicurezza godersi un commodo e pulitissimo bagno. Nè – a difesa delle fanciulle – doverono intervenire le fruste de vetturini, per iscacciare i mascalzoni indiscreti”.
Dopo una discussione piuttosto accesa la Provincia concesse un sussidio. Nel corso del dibattito il consigliere Biffi “non crede nell’avvenire di questa società, mentre gli stanno contro gli inconvenitenti della lontananza da Ravenna, dell’aria poco salubre, e della spiaggia poco adatta pei bagni.” Inoltre “i bagni a parer suo si fanno o per bisogno o per divertimento. Lo stabilimento di Porto Corsini non presenta queste opportunità. Non concorre quella pubblica utilità cui accennava il consigliere Rasponi [Gioacchino]”.
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In quel periodo luoghi di villeggiatura prediletti dai ravennati benestanti erano Cesenatico o Rimini, mentre Porto Corsini rimase almeno fino alla prima Guerra Mondiale un villaggio di pescatori, nel quale si riversavano le fasce popolari del ravennate soprattutto il 10 agosto, San Lorenzo, quando era tradizione fare sette bagni in un giorno. Ne risultava un evento particolarmente folclorico, per il quale era previsto il rito del bagno in mare anche per buoi, cavalli e somari.
L’Ospizio Marino di Porto Corsini fu inaugurato nel 1909 per ospitare bambini particolarmente bisognosi di cure marine. Era completamente gratuito: i finanziamenti provenivano dal Comune, da altre amministrazioni pubbliche, e da privati cittadini. Rimase in funzione fino al 1933; l’anno successivo entrò in funzione la nuova Colonia.
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I sempre più frequenti naufragi ed incidenti in mare portarono alla costituzione di un comitato “Lega Pro Mare Nostro” incaricato dal comune di realizzare la stazione di salvataggio. Il gruppo incaricato del salvataggio era formato da due equipaggi di venti persone scelte fra i marinai più esperti di Porto Corsini. Entrò in funzione il 4 agosto del 1907, e restò in funzione fino agli anni 30.
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Nel 1930, dopo aver riconosciuto che nella spiaggia di Porto Corsini era sorta rapidamente “una ridente e rigogliosa stazione balneare”, che deve comunque essere considerata “nient’altro che una propaggine della città”, il Comune di Ravenna decide di cambiare nome di parte della frazione in “Marina di Ravenna”.
La motivazione era quella di “portare fino al mare il nome di Ravenna”, pur conservando la denominazione “Porto Corsini” a nord del canale per mantenere la memoria della sua fondamentale storia economica e militare.
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Ultimo aggiornamento
13 Maggio 2024, 09:17